Esempi di Pitch Deck: cosa imparare dai deck reali

di Dario Squartecchia · · 14 min di lettura

In breve

Gli esempi di pitch deck servono a capire le decisioni dietro un deck riuscito, non a copiarne l'ordine delle slide. Vanno letti nel loro contesto storico e di mercato: cosa resta utile dei deck di Airbnb e Uber, cosa cambia tra esempi di consumo e B2B, cosa è trasferibile e un metodo in quattro passi.

Esempi di Pitch Deck: immagine editoriale sul tema pitch deck examples

Una cartella sul desktop contiene quindici deck famosi scaricati in una sera: Airbnb, Uber, LinkedIn, qualche startup europea molto citata. Il founder sceglie quello che gli piace di più, ne copia l'ordine delle slide e il tono, e ci inserisce i propri contenuti. Il risultato sembra professionale e non convince nessuno, perché quelle scelte avevano senso per un altro progetto, in un altro momento, davanti ad altri investitori. Gli esempi di pitch deck sono uno strumento di studio prezioso, a condizione di usarli per capire le decisioni che stanno dietro un deck riuscito, invece che per replicarne la forma. Questa guida propone un metodo per leggerli in modo utile, con alcuni casi concreti.

Perché vediamo sempre gli stessi deck famosi?

Prima di studiare un esempio, conviene ricordare come è arrivato fino a te. I deck più citati sono quasi sempre quelli di aziende diventate molto grandi, resi pubblici anni dopo il round, spesso dai founder stessi o in occasione di anniversari. Nessuno pubblica il deck di una startup che ha chiuso, anche se magari era costruito meglio.

Questo ha due conseguenze. La prima è che il successo di quelle aziende dipende da moltissimi fattori, e il deck è solo uno di essi: un deck famoso non è necessariamente un deck eccellente, è il deck di un'azienda diventata eccellente. La seconda è che molti di quei documenti sono versioni iniziali, a volte grezze, preparate in fasi in cui le aspettative degli investitori erano diverse da quelle di oggi.

Un esempio va letto come un caso di studio, con il suo contesto, e mai come una prova di ciò che funziona in generale.

Il contesto storico: cosa cambiava allora

Molti dei deck più famosi risalgono a fasi molto precoci, spesso pre-seed o seed, in mercati ancora in formazione. In quel contesto un investitore si aspettava soprattutto un'intuizione chiara, un team credibile e qualche segnale che il comportamento descritto esistesse davvero. Poche slide, poco testo, numeri di mercato approssimativi erano normali.

Oggi il contesto è diverso per molte startup. Ci sono più deck in circolazione, più fondi specializzati, più strumenti per raccogliere dati anche nelle fasi iniziali. Un investitore che riceve un deck seed si aspetta spesso qualche numero di trazione, una definizione precisa del cliente e un collegamento chiaro tra capitale richiesto e traguardi.

Questo non rende inutili i deck storici. Significa che vanno letti chiedendosi quale domanda dell'investitore di allora ciascuna slide risolveva, e se la stessa domanda si pone oggi per il tuo progetto, nello stesso modo.

Cosa guardare in un esempio, e in che ordine

Quando apri un deck di esempio, la tentazione è guardare prima la grafica: colori, caratteri, impaginazione. È la parte meno trasferibile. Un ordine di lettura più utile procede per livelli.

Il primo livello è la domanda. Per ogni slide, quale domanda dell'investitore sta risolvendo? Scrivila accanto, in una frase.

Il secondo è la prova. Con quale tipo di evidenza la slide risponde a quella domanda: un numero, un'osservazione, un'analogia, una citazione di un cliente, un'ipotesi dichiarata?

Il terzo è la sequenza. Perché quella slide arriva in quel punto? Cosa presuppone delle slide precedenti, e cosa prepara per le successive?

Il quarto è la densità. Quanta informazione c'è in ogni slide? Il deck era pensato per essere presentato a voce o per essere letto da solo?

Solo alla fine ha senso guardare le scelte visive, chiedendosi quali aiutano la comprensione e quali sono semplicemente gusto dell'epoca o del team.

Il deck di Airbnb: cosa resta utile oggi?

Il primo deck di Airbnb, preparato quando il servizio si chiamava ancora AirBed&Breakfast e diventato pubblico anni dopo, è probabilmente l'esempio più citato. Ha una sequenza molto semplice: problema, soluzione, validazione del mercato, dimensione del mercato, prodotto, modello di business, strategia di acquisizione, concorrenza, vantaggi, team, richiesta.

Alcune scelte restano istruttive. La slide sulla validazione del mercato usava dati di servizi già esistenti, come piattaforme di ospitalità gratuita e annunci di alloggi temporanei, per mostrare che il comportamento esisteva già: le persone erano disposte a dormire a casa di sconosciuti e a cercare alloggi alternativi online. È un ragionamento ancora valido per chi propone un prodotto in una categoria nuova: dimostrare che il comportamento esiste, anche in forme imperfette, prima di chiedere di credere che le persone lo adotteranno.

Altre scelte vanno lette con più cautela. La slide sulla concorrenza era una matrice a due assi con l'azienda nell'angolo più favorevole, un formato che oggi molti investitori guardano con scetticismo quando i criteri sono scelti per far vincere chi presenta. Il deck aveva poco testo e numeri approssimativi, coerenti con una fase molto precoce e con un incontro dal vivo; inviato oggi per email a un fondo seed, lo stesso formato rischierebbe di sembrare incompleto.

Il primo deck di Uber: il problema quotidiano prima dei numeri

Il documento iniziale di UberCab, scritto quando il servizio non esisteva ancora, partiva da un'esperienza che chiunque a San Francisco riconosceva: la difficoltà di trovare un taxi. Descriveva poi un servizio di auto con conducente prenotabile dal telefono, con un'attenzione particolare alla comodità e all'affidabilità.

La lezione trasferibile è la forza di un problema riconoscibile. Quando chi legge ha vissuto personalmente la situazione descritta, non serve convincerlo che il problema esiste, e la conversazione può spostarsi subito su come risolverlo. Per un progetto B2B, dove l'investitore raramente ha vissuto il problema del cliente, lo stesso effetto si ottiene con un caso concreto e misurabile: chi è il cliente, cosa fa oggi, quanto gli costa.

Quello che non è trasferibile è il contesto. Un servizio di consumo in una grande città, in un momento in cui gli smartphone stavano cambiando le abitudini, aveva un "perché adesso" quasi evidente. Pochi progetti hanno questo vantaggio, e la maggior parte deve costruire quella slide con più cura.

I deck pubblicati con commenti dei founder

Più utili dei deck storici, per certi versi, sono quelli pubblicati dai founder insieme a un commento sulle proprie scelte. Reid Hoffman, ad esempio, ha reso pubblico il deck con cui LinkedIn raccolse il suo round di Series B, annotando slide per slide le ragioni di ciascuna decisione. Altri founder hanno fatto lo stesso con i deck dei propri round, spiegando cosa avrebbero cambiato a posteriori.

Questi documenti hanno un vantaggio: mostrano il ragionamento, oltre al risultato. Si capisce perché una slide arriva prima di un'altra, quale obiezione si voleva anticipare, quale dato si è scelto di non mostrare. È esattamente il tipo di informazione che serve per tradurre una lezione nel proprio progetto.

Quando leggi un deck commentato, concentrati sulle note in cui il founder spiega una rinuncia: un dato lasciato fuori, una slide spostata in appendice, un argomento affrontato a voce invece che per iscritto. Le rinunce dicono molto più delle inclusioni, perché mostrano quali domande il team considerava prioritarie e quali riteneva potessero aspettare.

Esempi di consumo ed esempi B2B: lezioni diverse

Gran parte dei deck famosi riguarda prodotti per il consumatore finale: alloggi, trasporti, social network, servizi di consegna. Per chi costruisce un prodotto per le aziende, le lezioni vanno filtrate con attenzione.

Nei prodotti di consumo il problema è spesso riconoscibile da chiunque, il mercato si misura in milioni di persone e la traction iniziale si esprime in utenti e frequenza d'uso. In un progetto B2B il problema va spiegato a chi non lo vive, il mercato si misura in numero di aziende e valore dei contratti, e la traction passa da clienti paganti, durata dei contratti e tempi di vendita. Anche la slide sul team cambia peso: in molti progetti B2B l'esperienza diretta nel settore del cliente è uno degli argomenti più forti.

Un deck B2B costruito imitando un esempio di consumo tende a sottovalutare proprio queste parti: spiega poco il problema, misura il mercato in modo vago e presenta numeri di utilizzo invece che di ricavo. Se il tuo progetto è B2B, cerca esempi B2B, anche meno famosi.

Leggere gli esempi insieme al team

Studiare gli esempi da soli porta spesso a conclusioni personali, legate al gusto di chi legge. Un esercizio più produttivo è farlo insieme al team: ognuno sceglie due slide di esempi diversi che lo hanno colpito, spiega quale domanda risolvono e propone come rispondere alla stessa domanda con i dati della società.

La discussione che ne nasce fa emergere rapidamente le lacune. Se nessuno riesce a trovare una prova equivalente per una slide che tutti considerano importante, quella è un'informazione da raccogliere. Se due persone propongono risposte diverse alla stessa domanda, il team non ha ancora una posizione condivisa su quel punto, ed è meglio scoprirlo prima dell'incontro con un investitore.

Cosa è trasferibile e cosa no?

Un modo pratico per lavorare su un esempio è dividere ciò che osservi in due colonne.

Trasferibile: il tipo di domanda a cui risponde ogni slide, la logica della sequenza, il modo di usare evidenze indirette quando quelle dirette mancano, la scelta di una sola metrica principale per la traction, la chiarezza della prima frase.

Non trasferibile: i numeri, il tono, la grafica, la lunghezza, l'ordine preciso delle slide, le scelte legate a un mercato o a un momento storico specifico.

La prima colonna contiene le lezioni. La seconda contiene le scelte che vanno rifatte da zero, per il tuo progetto, con i tuoi dati.

I numeri di un esempio non si riutilizzano

Può sembrare ovvio, eppure succede: un deck che riporta la dimensione di mercato di un esempio famoso, adattata al proprio settore con una proporzione, o che usa come riferimento i tassi di crescita di un'azienda diventata molto grande. Sono numeri di un altro progetto, raccolti in un altro momento con altri metodi, e non dicono nulla sul tuo.

Anche usarli come confronto è rischioso. "Abbiamo una crescita simile a quella di Airbnb nei primi due anni" invita l'investitore a un paragone che quasi nessun progetto regge, e sposta l'attenzione dai tuoi dati alla tua capacità di giudizio. I tuoi numeri, anche modesti, valgono più di quelli presi in prestito, perché sono gli unici che l'investitore potrà verificare.

Un metodo in quattro passi

Per trasformare un esempio in un miglioramento concreto del tuo deck, un metodo semplice funziona bene.

  1. Scegli una slide dell'esempio che ti ha colpito, e scrivi quale domanda risolve, quale prova usa e quale informazione presuppone.
  2. Prova a rispondere alla stessa domanda con i tuoi materiali, senza conservare grafica o frasi originali.
  3. Se non hai una prova equivalente, annota la lacuna: è un'informazione preziosa, perché ti dice cosa raccogliere prima del round o cosa dichiarare come ipotesi.
  4. Inserisci la slide nella tua sequenza solo se risponde a una domanda che il tuo investitore si porrà davvero, nel punto in cui se la porrà.
Ripetuto su cinque o sei slide di esempi diversi, il metodo produce un deck costruito su lezioni vere invece che su imitazioni.

Gli esempi più utili sono vicini al tuo caso

I deck famosi sono un buon punto di partenza per capire principi generali. Per decisioni concrete, sono più utili esempi vicini al tuo caso: stesso settore, stesso modello di business, stesso stadio, stessa area geografica.

Questi esempi sono più difficili da trovare, perché raramente vengono pubblicati. Alcune strade funzionano: chiedere a founder che hanno raccolto di recente nel tuo settore se sono disposti a mostrarti il loro deck, partecipare a giornate di presentazione di acceleratori e network, consultare le raccolte di modelli che alcune realtà mettono a disposizione. Un deck seed recente di una startup software italiana ti insegna più cose pratiche di un deck americano di quindici anni fa.

Accanto agli esempi singoli, alcune fonti aiutano a confrontare le scelte con dati più ampi. La ricerca DocSend sui pitch deck analizza come gli investitori leggono i deck che ricevono, quanto tempo dedicano e quali sezioni guardano di più. La guida di Sequoia alla struttura di un pitch propone una sequenza di riferimento in dieci punti. Usate insieme agli esempi, aiutano a distinguere le scelte di un singolo deck dai principi che valgono più in generale.

Un esercizio: dall'esempio al proprio deck

Una startup che vende un software per la gestione dei turni nei ristoranti studia il deck di Airbnb e si concentra sulla slide di validazione del mercato. La domanda risolta da quella slide è: il comportamento che il prodotto vuole abilitare esiste già?

Il team cerca la sua risposta. I ristoranti gestiscono già i turni, con fogli di calcolo, gruppi di messaggistica e lavagne in cucina; molti responsabili passano ore ogni settimana a sistemare cambi e assenze. Il team ha raccolto questo dato con trenta interviste, e lo trasforma in una slide: "Oggi i turni si gestiscono con fogli di calcolo e chat: nei 30 ristoranti intervistati, il responsabile dedica in media 4 ore alla settimana a cambi e sostituzioni".

La slide non assomiglia per nulla a quella di Airbnb. Risponde però alla stessa domanda, con una prova adatta al progetto. È questo il tipo di lezione che un esempio può dare.

Come possono portare fuori strada gli esempi?

  • Copiare l'ordine delle slide di un deck famoso senza chiedersi se le stesse domande si pongono nello stesso ordine per il proprio progetto.
  • Imitare il tono informale di deck pre-seed in un round più avanzato, dove gli investitori si aspettano più dati.
  • Concentrarsi sulla grafica invece che su domande, prove e sequenza.
  • Riutilizzare o adattare numeri di altri progetti.
  • Studiare solo deck di aziende diventate famose, ignorando esempi più vicini al proprio caso.

Gli esempi come allenamento

Gli esempi insegnano a riconoscere le buone decisioni; la costruzione del deck richiede poi un metodo. Per sapere cosa deve dimostrare ogni sezione puoi partire dalla guida sul pitch deck template, per l'ordine delle slide da quella sulla struttura del pitch deck, e per evitare i problemi più comuni da quella sugli errori nel pitch deck. Le differenze tra il deck scritto e il racconto dal vivo sono approfondite nella guida sul pitch per startup.

Per vedere come lavoriamo su casi concreti, alcuni esempi nel portfolio mostrano deck impostati con questo metodo, le risorse gratuite sul pitch deck aiutano a cominciare da soli, e il Brief Strategico serve quando vuoi un parere sul tuo.

Domande frequenti

Perché considerare la fase storica di un pitch deck famoso?

Le scelte rispondevano a una situazione e a un pubblico specifici. Senza quel contesto rischi di trattare una soluzione adatta a quel momento come una regola valida per qualsiasi startup.

Come capire quali scelte di un esempio sono trasferibili?

Individua la domanda a cui risponde ciascuna slide e valuta se la stessa domanda è rilevante per il tuo progetto. La somiglianza visiva non basta a rendere pertinente una soluzione.

Cosa imparare dai deck di Airbnb e Uber senza imitarli?

Osserva come organizzano il ragionamento e rendono comprensibile la proposta. Usa gli esempi per esaminare le scelte narrative, senza assumere che struttura e messaggi producano lo stesso effetto nel tuo contesto.

Conviene analizzare prima la grafica o la gerarchia delle informazioni?

Parti dalla gerarchia: cosa viene spiegato prima, quale dubbio viene affrontato e come procede la lettura. La grafica va valutata rispetto a questa funzione, non come elemento isolato da riprodurre.

Si possono riutilizzare i numeri di un deck di esempio?

No: i dati devono rappresentare il tuo progetto. Puoi adattare un modo di spiegare un'informazione, ma devi sostituire contenuti e assunzioni con evidenze pertinenti alla tua startup.

Fonti e riferimenti